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BLOW JOB
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Descrivere la storia dei BLOW JOB,rievoca in chi scrive una marea di bei ricordi ed emozioni che
sono orgoglioso di aver condiviso con tutti gli amici che hanno fatto parte della band,che ringrazio personalmente e ricordo con grande affetto…la musica,le esperienze positive e negative che abbiamo vissuto sono state per me,e credo e spero anche per loro,un’ottima palestra di vita.
Ma partiamo dagli albori:

LED

Siamo nella prima metà degli anni ’80 più o meno e,come in ogni quartiere che si rispetti,nasce la classica “basement band”,la band da cantina,formata da ragazzi che anziché dedicarsi all’attività calcistica come quasi tutti,trovano nella musica la loro passione e un modo per fare gruppo.
Così tra un giro in motorino e l’altro inizia l’avventura dei “LED”.
Danilo,Gianni,Ivan,Giovanni,Maurizio…sono loro a dar vita a questo progetto destinato poi a durare per quasi 20 anni.
Inizialmente l’obbiettivo é quello di comporre musica originale,propria,anche se poi si passerà a suonare cover tra le più classiche e riciclate da tutte le cover band del mondo ! (Stairway to heaven, Sultans of swing,quelle li insomma…). Naturalmente il livello in questa fase è piuttosto scarso vista la giovane età dei membri.
L’equipaggiamento non proprio di primo livello e l’assoluta mancanza di esperienza fanno il resto, ma l’importante è divertirsi !
Di li a poco,credo fosse il 1986,anch’io in veste di chitarrista ritmico,ed il buon Comini come cantante veniamo a contatto con questa realtà,presto seguiti da Maurizio detto “Code” che resterà il corista
della band moooolto a lungo !!
Ed è qui che avviene la prima svolta
Innanzitutto cambia il nome della band.

BRAND NEW LED

In questa fase il line up è questo:
Marco Comini – voce
Maurizio Codenotti – cori
Ivan Vanoglio – chitarra elettrica
Giacomo  Quinzanini – chitarra elettrica
Danilo Menghini – tastiere
Gianni Menghini – basso elettrico
Giovanni Filippini - batteria

Con il passare del tempo si acquisisce esperienza e anche il livello musicale sale un po’;si passa ad eseguire pezzi più ricercati e difficili da riprodurre (sempre affiancati naturalmente da Stairway to heaven,Sultans of swing,quelle li insomma…ormai nel nostro DNA).
Di quel periodo ricordo che proponevamo canzoni molto belle da ascoltare e stimolanti da suonare quali:The Wall (Pink Floyd),Kayleigh e Lavander (Marillion),Doctor Doctor (U.F.O.),Midnight in Tokio (Y&T),Hotel California (Eagles).Naturalmente non si avvicinavano alle originali,ma eravamo “ascoltabili” !!!
Memorabili alcuni concerti nel cinema-teatro del quartiere (dove si tenevano anche le prove con temperature che ricordo “siderali” in inverno…non il massimo per noi chitarristi !).
E poi le mitiche jam improvvisate e psichedeliche con Gigi,il Barbas,Zuffo...indimenticabili.
Di lì a poco però la band compie un vero cambiamento:

BLOW JOB

Siamo più o meno nel 1989/90 e Danilo,Giovanni ed io (sempre più attratto dalla batteria che dalla chitarra elettrica e chiamato a prestare servizio militare) ci chiamiamo fuori.
Questo consente al gruppo di “assumere” un caro amico di vecchia data, Marco  Dolfini,mio “maestro a sua insaputa” come mi piace definirlo, che conoscemmo quando la sua band di allora (gli Emispheres) ebbe modo di suonare con noi in qualche occasione.Avevamo 16 o 17 anni quando lo vedemmo suonare la prima volta ed era già un mostro di bravura! Fantastica per me quella volta del drum contest che io e lui improvvisammo durante un live a Lamarmora…molto divertente!
Con lui alla batteria la cosa si fa decisamente più seria; i brani in scaletta diventano molto più difficili ed il livello tecnico della band sale parecchio.
Contestualmente,anche se per un periodo piuttosto breve,entra a far parte del gruppo anche Paolo Martignon,chitarrista dotato di grandissima tecnica e gusto,oltre ad un orecchio musicale incredibile,cosa per nulla frequente. 
Con questa formazione i BLOW JOB si prendono qualche bella soddisfazione con alcune esibizioni live molto apprezzate anche da giurie competenti (tipo un concorso musicale ad Isorella che viene vinto dai nostri).Ma le cose sono destinate a cambiare ancora...
Di lì a poco sia Dolfini che Martignon lasciano la band,coinvolti in altri progetti.
Ma per gli altri non è ancora tempo di dire basta…
E’ qui infatti che faccio la mia “ricomparsa”,stavolta in veste di batterista finalmente,con la pesante responsabilità di non dover far rimpiangere il Dolfini…non ci riuscirò mai !
Si ricomincia a provare ed il repertorio si sposta sugli Whitesnake,le cui sonorità piacciono decisamente al nostro singer (David Coverdale è il suo modello),a me (Ian Paice è il mio) e un po’ a tutti.
Come an’ get it,Walkin’ in the shadow of the blues,Fool for your lovin’ e tanti altri sono i brani che eseguiamo in quel periodo.
Anche Gianni,il bassista,decide però che è giunto il momento di dedicarsi ad altro ed abbandona la band,rimpiazzato da Sergio "Spada" Capoferri con il quale io avevo già avuto un’esperienza nei "Black Mirror Project" e che pare aver buona propensione per il genere che suoniamo,sicuramente le potenzialità giuste per far crescere la band,oltre ad una voglia inesauribile di suonare sempre,ovunque...
E’ il 1993 e quest’ultimo cambiamento di line up sarà quello definitivo,salvo una partecipazione di un amico speciale della band,Paolo Zecchini in arte "Smokey", in occasione di un live in un teatro in città.
Ci si rinchiude quindi in stanza (gli “Aracno Studios” così battezzati perché il ragno più piccolo era
grosso…veramente grosso !) e si riparte cercando di trovare l’equilibrio della “nuova” band,cosa non sempre facile…ma tra alti e bassi finalmente arrivano dei buoni risultati.
Negli anni a seguire saremo infatti abbastanza attivi per quel che riguarda i live nei locali e compiremo un ulteriore crescita tecnica,orientandoci anche verso un rock un po’ più commerciale e facilmente assimilabile dalle persone che lo dovranno ascoltare,curando particolarmente le parti vocali (grande merito a Spada):
Van Halen,Poison,Queen,Bon Jovi,Spin Doctors,Extreme…roba “più moderna” che rimane comunque affiancata da grandi classici dei seventies (Led Zeppelin,Deep Purple,Whitesnake,Gary Moore,ecc.) e dalle ormai insostituibili Stairway to heaven,Sultans of swing,quelle li insomma...
Di quel periodo rimane un ricordo indelebile che consiste in un CD registrato da noi,con i mezzi a nostra disposizione e con grande fatica.
“Grazie..troppo buoni” l’abbiamo intitolato…è una frase che Como ripeteva spesso alle persone del pubblico quando ci esibivamo. Ed è  a loro che l’abbiamo dedicato.
E’ il 1998 e,finite le registrazioni e tutto l’immenso lavoro di missaggio e post produzione,così com’è iniziata questa lunga avventura,semplicemente finisce,stavolta in maniera definitiva.
Alcuni di noi si dedicheranno ad altri progetti (O.Z.,Mass Mind Rape,Plastic Moon,Moog,Smokey & the Jokers).
Altri non suoneranno più se non in occasione delle reunion “private” che si tengono ogni tanto con
nostra immensa gioia,anche perché si magna e si beve l’impossibile !
Rimangono comunque molto vivi in tutti noi che ne abbiamo fatto parte i ricordi di quegli anni così
belli ed intensi che ci hanno unito e resi schiavi della musica.

 

Quincy
Thank you brothers…God bless you all

 

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